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Restiamo diffidenti

  • Sep 9, 2014
  • 3 min read

La diffidenza

La diffidenza è l’ultima a morire, ma tanti sacrifici per difendere il nostro territorio hanno forse esageratamente coltivato la pianta della diffidenza e adesso che potremmo essere ad un passo dalla parole fine non ce la sentiamo di esultare e affermare abbiamo vinto, come quella sera di Maggio 2012 quando incrociando alle 24 il neo Sindaco di Castelnuovo, Bruzzi, mi disse beh cosa fai qua, è finita, il progetto è stato bocciato, ero invece al corrente che era stato scorporato il progetto dal rendering, che il Comune di Castelvetro si stava preparando ad approvare la deroga alla legge Galasso per costruire in zona di tutela e di vincolo delle acque dell’allora PTCP, insomma eravamo diffidenti allora e lo siamo tuttora .

Come comincia questa storia, con una comunicazione elencata nel BUR della RER trovata per sbaglio e comunicata a quelle poche persone di Castelvetro del M5S, la richiesta di Luglio 2011, l’allora Sindaco di Castelvetro si rifiuta di indire la pubblica assemblea, la facciamo noi il 30 Novembre, tutto tace , nessuno parla fino a quella sera, dopo ben 5 mesi, e se non fosse stato per il sostituto del Sindaco di allora di Castelnuovo, il precedente purtroppo era venuto a mancare prematuramente, il progetto era ormai alle battute finali e non sarebbe stato possibile neppure studiare o fare osservazioni con cognizione di causa.

Il progetto iniziale è definito dalla ditta Biomasse, Fonti rinnovabili ,Sottoprodotti , verrà definito correttamente dopo 2 anni escluso dalle biomasse , escluso dalle fonti rinnovabili , Rifiuto.

La sera del 30 Novembre a Castelnuovo viene ribadito il concetto dalla ditta che uscirà certamente diossina ma non siamo in grado di quantificarla in quanto la ditta realizzatrice dell’impianto non è in grado di fornire questi dati.

Il progetto di cogenerazione viene realizzato in quanto la richiesta energetica dello stabilimento è talmente elevata che ENEL non è in grado di fornire tanta energia.

Tutta la lotta tra il sottoscritto e l’Inalca ha ruotato intorno ad una norma sanitaria del reg 142, l’allegato IV, capo IV, sezione 2, lettera F, ed una equiparazione dell’ISS, la nota 20201, questa è stata la nostra mossa vincente, la inosservanza norme UE, sancita dalla Provincia il 22 maggio 2012.

Dopo quel 22 Maggio 2012 avvengono a cascata alcune modifiche che il governo Italiano e quello europeo decidono di adottare.

Viene sostituita la norma 20201 con la 25825, i grassi cat 1 sono inseriti in tabella fonti rinnovabili, il rendering è approvato, la commissione 7015 in Europa comincia a lavorare, ma nessuno dice che la RER il 21 Settembre 2012 ha definitivamente inserito questi rifiuti speciali nei RIFIUTI e come tali devono essere trattati.

Si arriva a Febbraio di quest’anno e l’Europa sancisce che i rifiuti grassi cat 1 possono essere smaltiti in motore endotermico, la commissione ambiente accetta l’impostazione della Commissione veterinaria ma impone dei limiti che appaiono adesso antieconomici, appare quella dell’ambiente come una commissione che ha agito su pressione a livello Europeo e che non potesse fare diversamente che approvare, viene quindi modificato l’allegato IV capo IV sezione 2 lettera F.

In pratica ora che lo scenario del trattamento rifiuto a livello Europeo si è modificato, e sono state abbattute le barriere erette alla difesa del territorio, ora che un rendering è approvato con la sua coclea , bollitore e 16 silos verticali di cui alcuni riscaldati, ora che le arie comburenti del rendering verranno aspirate con efficienza dal motore nuovo a metano, ora che vi è l’approvazione del camino E 68 per motore endotermico , ora che il Comune ha approvato la deroga per il permesso a costruire, ora quindi che il materiale rifiuto cat 1 può essere incenerito legalmente in motore endotermico dovremmo pensare alla rinuncia?

Dopo quanto successo in Primavera con la difformità dei due documenti ormai noti, SUAP e Provincia, e dopo il chiarimento parziale ad opera della ditta , dopo che viene ribadito il concetto che il rendering verrà realizzato e il nuovo motore servirà ad aspirare le arie in uscita facciamo molta fatica a pensare che non possa continuare un progetto di recupero energetico da rifiuti di cat1.

Certo sarebbe meglio la parola fine, sarebbe un momento di respiro profondo per tutti, di una bella e brutta pagina per il nostro territorio, bella per l’attivazione del territorio , brutta per il muro di gomma istituzionale che fu eretto, ma la parola non è stata pronunciata , pendono ancora ricorsi al TAR da più parti e mancanza di chiarezza .

Io personalmente avendo seguito dal lontano 2011 il percorso normativo di questa tribolata modifica legislativa in tutte le sedi dal ministero all’Europa resto quello di quella sera di fine Maggio, quando mi dissero è finita ed io risposi non è vero .

Per ora resto diffidente …

Movimento 5 stelle - Castelvetro di Modena

Dott Monfredini Roberto


 
 
 

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